Basta un semplice iPhone 3GS per intercettare telefonate e sms dalle reti di telefonia Gsm. Ad affermarlo è Karsten Nohl, ricercatore informatico tedesco, che ha svelato il codice di protezione utilizzato dalla rete di telefonia mobile Gsm per le telefonate tramite cellulare e l’invio di messaggi di testo. La teoria di Nohl ha già scatenato polemiche a non finire e, probabilmente, continuerà a farlo riguardo alla sicurezza globale delle reti di telefonia.
Con i dati del codice di protezione delle reti Gsm – già disponibili su internet dopo essere stati decifrati da un gruppo composto da 25 hacker – un Iphone di ultima generazione può vedere ed intercettare telefonate e messaggi di qualsiasi altra persona a cui corrisponda un numero di cellulare. Per ora, l’ipotesi del ricercatore tedesco è un puro esercizio teorico, ideato per mettere a nudo la vulnerabilità da un rete telefonica utilizzata da 3 miliardi di persone in tutto il globo. Non è ancora stato tradotto in realtà, ma il passo potrebbe essere breve.
Teoria o pratica, le reazioni a quanto ipotizzato dal ricercatore tedesco non si sono fatte attendere. Un rappresentate della Gsm Association ha già detto al New York Times che quanto affermato viola le leggi sulla privacy in Inghilterra ed Usa, precisando che si tratta di un’idea fattibile nella teoria ma difficilmente realizzabile nella pratica.
Fonte: NYTimes

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Non a caso esistono da tempo strumenti per cifrare le comunicazioni mobili in modo da evitare di essere intercettati.
Ci sono standard come ZRTP http://zfoneproject.com implementati da tool sia opensource per PC come Ekiga http://ekiga.org che commerciali per Nokia come PrivateGSM http://privategsm.com .
C’è da considerare che strumenti di intercettazione oramai sono ampiamenti diffusi e disponibili a costi più che accessibili per qualunque agenzia investigativa sul mercato.
In ambito aziendale è facile incorrere in intercettazioni abusive senza saperlo neanche.
Morale, la protezione non dovrebbe essere lasciata “in mano agli operatori di telecomunicazioni” ma “in mano agli utenti” .
tu hai ragione @Mario, ma esiste sempre l’eccezzione, tipo un mafioso, o un ladro o un ricettatore di droga.Legare le mani agli operatori mi sembra più utile che dare in mano la privacy agli utenti, per i motivi sopra descritti; e poi, io mi sento pulito e onesto, chi se ne frega se un terzo ascolta una telefonata privata con chi ho scopato la sera prima e la descrizione dei giochini……